Bio-eco-blablabla-home made???

nuova sfida: non comprare più prodotti industriali chimici ma realizzarli tutti in casa
in un modo di consumo consapevole. Sfruttare in modo giusto i poteri della terra.
Usare al minimo contenitori, riciclarli, fare crescere parte degli ingredienti, documentarsi, inventare, ...
Divertirsi, creare, comporre, textures, colori, odori, forme, sinergie... piccolo chimico, alchimista, cuoco, strega...
infinità di materia, combinazioni e ricette... natura, purezza, originalità...
Global warming, global warning!

Miele...

Il miele è una sostanza zuccherata fabbricata dalle api con l'aiuto del nettare dei fiori e della melata, prodotta da vari insetti fitomizi.
Composto a più del 80% di glucidi, è un alimento ricco in energia e relativamente puro. 

Il miele nel tempo
Il termine miele deriva dall' ittita melit,
poi diventato mel in latino.
Questo alimento ha accompagnato le più vecchie civiltà nella loro evoluzione e da sempre è stato considerato come essere la sostanza dei dei.
Le prime tracce di arnie costruite dall'uomo risalgono
al VI millennio a. C. circa.
Sumeri e babilonesi lo usavano nei loro rituali religiosi,
mentre gli egiziani ne imbalsamavano le loro morti.
Per gli ebrei, la terra promessa era quella dove
colavano il latte ed il miele.
Secondo le culture, il miele è elisir di lunga vita,
alimento degli alimenti, bevanda delle bevande,
medicinale dei medicinali, ... dalle numerose proprietà.
La medicina ayurvedica, già tremila anni fa, considerava il miele purificante, afrodisiaco, dissetante, vermifugo, antitossico, regolatore, refrigerante, stomachico e cicatrizzante.
Per ogni specifico caso era indicato un differente tipo di miele: di ortaggi, di frutti, di cereali o di fiori.

Lo si usava anche per conservare gli alimenti. 
Nel V secolo, lo storico Herodoto scrive che i greci che andavano a cacciare il fagiano, 
li immergevano nelle anfore riempite di miele per il viaggio di ritorno.

L'ape che è apparsa sulla Terra 80 milioni di anni fa,
era venerata tanto che il miele che fabbrica:  
"messaggera dei dei", "accolito della Grande Dea",
"insetto che costeggia Dio", " luce solare", 
nessuno nome era eccessivo per descrivere questo insetto.

Caro miele
Sono migliaia le specie vegetali visitate dalle api: alcune danno origine a mieli monofloreali, 
in genere più pregiati e dall’aroma deciso, altre concorrono a produrre le varietà millefiori.
A seconda della fiorita da cui viene tratto il nettare, variano il sapore,
 il colore e la consistenza del miele, le cui molteplici varietà rivelano impensate differenze 
all'olfatto e al gusto: dall’aroma delicato del miele d’acacia, limpidissimo e liquido, 
al profumo intenso di quello di tiglio, al gusto amarognolo di quello di castagno, 
denso e scuro, al sapore pungente del miele d’eucalipto.
Il loro prezzo può variare considerevolmente secondo il loro luogo di produzione,
le proprietà attribuite, il tipo di ape produttrice, il tipo di pianta e l'abbondanza del raccolto.
Il miele più caro al mondo sarebbe quello del jujubier selvaggio 
prodotto in Yemen, per le sue proprietà afrodisiache ed alla sua rarità.

A cosa corrisponde una "porzione" di miele?
Il miele no è acidificando, anzì è piuttosto alcalinisant.
L'indizio PRAL* del miele è di –0,3/100 g.
Il miele ha un carico glicemico moderato.
Il carico glicemico per 25 g di miele è di 18.

I principali componenti del miele sono:
  • Glucosio
  • Fruttosi
  • Acqua
  • Polline
15 ml di miele =

  • Calorie 65
  • Proteine 0,1 g
  • Glucidi 17,7 g
  • Lipidi 0,0 g
  • Fibre alimentari 0,0 g
Oligoelementi
Nel miele esiste una discreta presenza di oligoelementi metalli (rame, ferro, iodio, manganese, silicio, cromo, presenti soprattutto nei mieli più scuri), vitamine (A,E,K,C, complesso B), enzimi e sostanze battericide (acido formico) ed antibiotiche (germicidina): queste ultime categorie di sostanze permettono al miele di essere conservato a lungo, e ne giustificano l'utilizzo come disinfettante naturale.

Effetto prebiotico 
I prebiotici sono dei glucidi non assimilabili dal nostro organismo che hanno un ruolo nella bilancia della microflora ntestinale.
Il miele avrebbe un effetto prebiotico sul corpo umano migliorando la crescita, l'attività e la viabilità dei bifidobacteri e deslactobacili della microflora intestinale, i batteri importanti per una buona salute.
Questo effetto è stato osservato in vitro utilizzando un sistema di fermentazione coi batteri fecali.
L'effetto prebiotico del miele sarebbe in grande parte attribuibile agli oligosaccharidi,
zuccheri dal debole peso molecolare.

Flavonoidi
Il miele è una sorgente alimentare di antiossidanti.
La maggioranza di questi antiossidanti sono  flavonoidi.
Questi ultimi interagiscono nella neutralizzazione dei radicali liberi del corpo,
permettendo così di avvertire l'apparizione delle malattie cardiovascolari, di certi cancri e di certe malattie neuroderegenerative. 
La quantità ed il tipo di flavonoidi trovati nel miele variano secondo la sorgente florale. 
In generale, i mieli più scuri, come quelli generati dal girasole e dal grano saraceno,
contengono delle quantità di flavonoidi superiori ai mieli più pallidi, ed hanno una capacità antiossidante maggiore.
Per una stessa quantità, il miele possiede un potere antiossidante equivalente a quello della maggioranza della frutta e verdura.

Effetto antibatterico
Certe caratteristiche del miele tale il suo basso pH, la sua grande viscosità che limita lo scioglimento di ossigeno e la sua debole concentrazione in proteine gli conferisce un effetto antibatterico importante. 
La possibilità di avvertire e di trattare certi affetti gastrointestinali minori come l'infiammazione o un'ulcera gastrica per un'amministrazione orale da miele non è esclusa. 
Il miele diminuirebbe l'aderenza delle cellule batteriche alle cellule epiteliali dell'intestino,
ciò che impedirebbe i batteri di fissarsi e di proliferare, per poi mettere a profitto le sue proprietà antinfiammatorie. 


Scegliere
In numerosi paesi, la denominazione "miele"  è regolamentata: si tratta di un alimento interamente naturale al quale si non deve aggiungere niente, né aromi, né conservanti, né sciroppi, ecc. 

Osservazione:  la cristallizzazione del miele non è un indizio di deterioramento.

Miele pastorizzato o non?
La pastorizzazione del miele è una decisione di ordine commerciale e non una decisione legata alla qualità del prodotto. Secondo il Canadian Honey Council, questa operazione di riscaldamento permette di agire su due fenomeni del miele:  la cristallizzazione e la fermentazione. 
La pastorizzazione realizzata sul miele permette di ridurre i rischi di cristallizzazione del prezioso liquido rompendo i suoi cristalli naturali. Distrugge anche i lieviti tolleranti allo zucchero. 
Quando l'umidità è troppo alzata, questi lieviti possono crescere e possono causare la fermentazione. 
La pastorizzazione permette di evitare questi effetti e dunque di assicurare una conservazione ottimale del prodotto.
La pastorizzazione non diminuisce la qualità nutrizionale del miele, perché i flavonoidi presenti nel miele sono stabili anche ad alte temperature, quindi ancora attivi dopo il trattamento di pastorizzazione.


PERCHÉ MANGIARE MIELE?
È un prodotto interamente naturale, avendo subito solamente poca o nulla trasformazione.
È una sorgente alimentare di antiossidanti, soprattutto flavonoidi..
A colazione, yoghurt con frutta fresca ed una cucchiaiata di miele è una pura delizia.
Grazie alle varietà offerte, offre un'infinità di sapori ai piatti cucinati.


Miele e cucina
Il miele può sostituire lo zucchero in tutte le preparazioni culinarie. 



Il miele e l'alcol 
La consumazione simultanea di miele e di alcol permette di diminuire gli effetti di questo ultimo. 
Uno studio realizzato nel 2005 su giovani uomini in salute rivela che la consumazione concomitante di alcol e di miele aumenterebbe la velocità di scomparsa dell'etanolo nel sangue per un aumento del suo tasso di eliminazione circa del 30%. Quest'eliminazione più veloce dell'etanolo permetterebbe di diminuire il tempo di intossicazione del corpo umano, o il tempo richiesto per raggiungere un valore zero di alcol nel sangue, ma soprattutto permetterebbe di diminuire l'intensità dei sintomi causati da questa intossicazione di circa il 5%. Tuttavia: moderazione!

Attenzione ai denti!
Come tutti i prodotti che contengono glucidi, il miele ha un potere cariogene importante. 
Difatti, può causare carie. È primordiale avere una buona igiene dentaria dopo avere consumato del miele,  come sempre.

*fitomizo: Detto di organismo che si nutre della linfa di piante succhiandola direttamente dai vasi cribrosi.
*PRAL: Potential Renal Acid Load

fonti: passportsanté; Santé Canada. Fichier canadien sur les éléments nutritifs, 2005; wikipedia

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